Depressione in gravidanza. I probiotici potrebbero essere d’aiuto: i risultati di uno studio

Un recente filone della ricerca scientifica ritiene che i probiotici possano costituire una valida soluzione per trattare e per prevenire la depressione in gravidanza.

 

Lo studio della Ohio State University Wexner Medical Center

Stando ad uno studio  condotto nel 2013,  il 15% delle donne soffre di depressione durante il periodo di gravidanza.

Se non viene trattata durante i nove mesi di attesa, questo a malattia rischia di risolversi  poi in un incremento del consumo di alcolici e di tabacco.

Ma potrebbe anche portare a tutta un’altra serie di complicanze:

  • dei problemi durante la gravidanza o il parto;
  • un basso peso del bambino alla nascita;
  • un parto prematuro. [1]

«Il periodo di gestazione non è un periodo facile per la donna e se c’e’ stata una precedente storia di depressione od ansia, è altamente probabile che si ripresenti proprio durante le 40 settimane di gravidanza», ha dichiarato in una intervista alla rivista Quartz, la dottoressa Tamar Gur, del Wexner Medical Center presso la Ohio State University.

Lo stato delle ricerche

Da un lato, la comunità medica non è sembrata fino ad ora essere in grado di dare una risposta unanime circa l’utilizzo di antidepressivi in gravidanza.

Dall’altro lato, un recente filone di ricerca ritiene che i probiotici potrebbero costituire una soluzione alternativa, sicura ed efficace, per trattare e per prevenire -nelle donne che sono in dolce attesa- i sintomi di questa malattia.

depressione in gravidanza

Foto:  Roberto Carlos Pecino / (BY-NC-ND)

Lo stress prenatale parrebbe essere legato al cambiamento dei batteri intestinali nel feto.

Secondo un recente studio della dottoressa Carolina de Weerth (della Radboud University Nijmegen), pubblicato sulla rivista Psychoneuroendrocrinology, quei bambini le cui madri avevano convissuto durante la gravidanza con alti livelli di stress, nel loro intestino avevano livelli più elevati di batteri patogeni e più bassi livelli di quelli “buoni”.

Stando ai risultati di questo studio, i bambini nati da mamme sofferenti di ansia o depressione, erano anche quelli con che presentavano una maggiore probabilità di sviluppare delle allergie e dei disturbi intestinali. [2]

Secondo una recente ricerca, condotta dalla dottoressa Gur, i cambiamenti indotti dallo stress nelle comunità microbiche presenti nell’intestino materno, possono anche influenzare lo sviluppo del cervello del futuro nascituro. [3]

Sia la de Weerth che la Gur concordano sul fatto che lo stress materno potrebbe essere alleviato se durante la gravidanza la madre assumesse dei probiotici. «Non sappiamo quali siano i ceppi batterici che funzionano a tal scopo, e se effettivamente questi influenzino positivamente il microbiota intestinale materno», ha dichiarato la de Weerth in un’intervista a rilasciata alla rivista Quarz.

Ma, da un test randomizzato, controllato con un gruppo a cui era stato somministrato un placebo, è emerso che due ceppi di batteri “buoni” noti come Lactobacillus helveticus e Bifidobacterium longum, somministrati per 30 giorni,  avevano ridotto l’ansia, la depressione, la rabbia e l’ostilità nei soggetti tenuti sotto osservazione durante l’esperimento.

Conclusioni

Sono certamente necessarie ulteriori ricerche per meglio chiarire i benefici effetti dei probiotici. Al momento però le premesse paiono positive.

Nonostante queste possibilità di ottenere  dei benefici dall’assunzione di probiotici, sono ancora poche le mamme che li usano in modo consapevole, e pochi i medici che li prescrivono a scopo preventivo.