Congedo maternità nei casi di parto «fortemente prematuro» (D.Lgs 80/2015)

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Per congedo di maternità si intende l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice per il periodo che  precede e per quello che segue il parto. Durante questi mesi il datore di lavoro non può, c’è il divieto di adibire al lavoro le donne.

Gli articoli 2 e 4 del D.Lgs n. 80 del  15 giugno 2015, n. 80, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 5.6.2016, intervengono sulla disciplina del congedo di maternità, modificando quanto disposto in materia, rispettivamente, dagli articoli 16 e 26 del D.Lgs  n. 151 del  2001, al fine di garantire una maggiore tutela alle  madri in caso di parti prematuri.

La Fondazione studi dei consulenti del lavoro, nella sua circolare 17/2015  incentrata sul decreto legislativo n. 80/2015, esamina  principalmente i seguenti aspetti della relativa nuova disciplina:

Calcolo del congedo di maternità in caso di parto prematuro #

La Circolare 17/2015 della Fondazione studi mette in risalto in particolare il fatto che, nel caso di un parto prima del previsto, le giornate perse ricalcolate in base alla data del parto effettivo, vanno ad aggiungersi in coda ai cinque mesi i quali, in caso di parto fortemente prematuro, possono prolungarsi fino a sette mesi.

Riportiamo un esempio fatto sul sito dei Consulenti del Lavoro:

Si tratta di una bella notizia per le neo-mamme che hanno dato alla luce un bimbo prematuro, che, dallo scorso anno, si vedono riconosciuto più tempo, per prendersi cura del proprio piccolo, rispetto alla disciplina ordinaria che prevede un limite di durata del congedo di 5 mesi.

Ambito di applicazione del decreto legislativo #

Il decreto legislativo 80 del 2015, in vigore al 25 giugno 2015, interessa sia le lavoratrici dipendenti, sia quelle iscritte alla gestione separata e si applica ai parti verificatesi dopo quella data.

Ricalcolo del periodo di congedo per parto prematuro #

Solo nelle ultime settimane, l’INPS ha reso noto che è possibile, ove il congedo per maternità per parto «fortemente prematuro» sia stato determinato in base alle vecchia disciplina, fare  una domanda di ricalcolo tenendo conto dei giorni non inizialmente conteggiati.

L’INPS ha anche chiarito che l’indennizzo è possibile solo laddove la lavoratrice, negli ulteriori giorni  indennizabili, sia effettivamente stata assente dal lavoro senza soluzione di continuità (usufruendo, ad esempio, di ferie o congedi parentali).

Con la sua circolare n. 69 del 28 aprile 2016, l’INPS  ha fornito istruzioni circa l’indennità di maternità per i giorni ulteriori rispetto ai 5 mesi riconosciuti nei casi di parto molto prematuro.

La domanda per ottenere il ricalcolo del periodo di congedo – facendo riferimento al numero di protocollo della domanda di maternità già inviata – deve essere presentata, direttamente alla sede dell’INPS competente, oppure inoltrata all’Istituto stesso tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno o con una PEC (posta elettronica certificata).

Riferimenti bibliografici

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Di: Adele Paparotti / Pubblicato: