Eccesso di vitamine del gruppo B ed autismo: i risultati di uno studio USA

Lo studio dei ricercatori della School of Public Health della Johns Hopkins University

Al fine di garantire al proprio bambino uno sviluppo sano del suo sistema nervoso, è prassi comune raccomandare alle future mamme di assumere una maggiore quantità di folati (vitamina B9), sia prima l’inizio delle 40 settimane di gravidanza sai durante la gravidanza.

I risultati di un recente studio – condotto dal dott. Daniele Fallin, Ph.D., e presentato il 13 maggio 2016 all’International Meeting for Autism Research di Baltimora – hanno però evidenziato che un sovradosaggio di acido folico potrebbe anche associarsi ad un maggior rischio di autismo per il  nascituro. [1]

Acido folico. Fonte: Science Photo Library

Acido folico. Fonte: Science Photo Library

Questa studio era stato fatto da ricercatori della School of Public Health della Johns Hopkins University.

Avevano misurato le quantità di folati (vitamina B9) e di vitamina B12  che erano state prese dalle mamme che avevano partorito tra il 1998 ed il 2013.

Poi, negli anni successivi, avevano monitorato lo sviluppo dei loro bambini.

I risultati ottenuti li hanno portati alle seguenti conclusioni:

  • quando i folati  assunti erano stati in misura quattro volte superiori a quelli considerati ottimali, era raddoppiato il rischio di autismo per il neonato;
  • quando, invece, la quantità di vitamina B12 era  stata molto alta,  il rischio si era triplicato;
  • quando erano state alte le quantità di entrambi (sia di quelle dei dei folati, sia di quelle della vitamina B12) il rischio per il bambino era aumentato di 17,6 volte.

Alcune osservazioni a questo riguardo

E’ la prima volta che l’assunzione di folati viene associata a dei rischi così gravi per il nascituro.

Tuttavia dopo il clamore iniziale suscitato la comunità medico-scientifica, dovrà necessariamente fare ulteriori studi per poter confermare meno la veridicità e correttezza di questi risultati.

A questo riguardo, va opportunamente chiarito che l’associazione che hanno individuato questi ricercatori non è di tipo causale, ovvero non indica che un eccessivo utilizzo di folati da parte delle madri comporti  necessariamente un maggiore rischio per il bambino di sviluppare autismo.

Indica semplicemente che, nelle loro evidenze, le due cose sono comparse assieme.

Nell’attesa che la comunità scientifica esamini ed eventualmente convalidi questi risultati (oppure non li convalidi), questa notizia dovrebbe  servire a rammentare a tutti, in particolare alle donne in gravidanza, che quello che “troppo é troppo”, e che ogni eccesso porta con se dei rischi.

Ad ogni modo, nel corso di tutti i nove mesi di gravidanza, occorre seguire i consigli del proprio medico curante o del ginecologo, che hanno le competenze e l’esperienza per valutare i pro ed i contro di ogni trattamento, di qualsiasi dose di farmaco od integratore somministrato.