L'isterectomia, totale, parziale o radicale. Conseguenze e convalescenza

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L’isterectomia  è l’intervento più comune nelle donne dopo un taglio cesareo. Secondo le ultime statistiche, all’età di 60 anni, in Italia lo ha subito una donna su sei. (1) Dopo la rimozione dell’utero, la donna non può più rimanere incinta.

Quando questo intervento può rivelarsi necessario #

L’isterectomia viene solitamente utilizzata in presenza di alcuni problemi di salute femminili come, ad esempio, quando si è in presenza di,

In alcuni casi, prima di eseguire un’intervento di isterectomia, è possibile provare ad utilizzare dei medicinali specifici od anche provare a rimanere incinte.

Alcune donne infatti preferiscono aspettare di fare un’isterectomia solo dopo che hanno “allargato” la loro famiglia.

Tipologie d’intervento di strettoia #

Esistono diverse tipologie d’interventi per la rimozione dell’utero. La principale distinzione è fra,

Come viene eseguita #

L’isterectomia può essere fatta seguendo diverse modalità:

attraverso la vagina #

attraverso l’addome #

tramite laparoscopia #

La scelta del tipo d’intervento, dipende dal motivo per cui la paziente si sta sottoponendo all’intervento, e da altri fattori.

Talvolta, il chirurgo prende la decisione dopo l’inizio dell’operazione per poter valutare meglio gli eventuali problemi presenti.

Oltre alla cervice e all’utero, ci sono altri organi che possono essere rimossi durante un’isterectomia totale: se sono anormali – ad esempio se sono affette da endometriosi – una o entrambe le ovaie e le tube di Falloppio possono essere tolte.

Queste procedure vengono definite,

Il chirurgo può non sapere fino al momento dell’intervento, se si renda necessario o meno rimuovere le tube e le ovaie.

Le donne a rischio di cancro ovarico o di cancro al seno – allo scopo di ridurre il rischi -possono decidere di rimuovere le ovaie anche se queste sono sane. In questo caso si parla di salpingo-ooforectomia selettiva.

Le conseguenze e le possibili complicazioni #

Se le ovaie vengono rimosse prima della menopausa, la paziente svilupperà immediatamente i segni e i sintomi della fine dell’età fertile, e potrebbe anche essere ad un rischio maggiore di sviluppare un’osteoporosi.

Per limitare l’insorgere di questi sintomi, il medico potrebbe decidere di prescrivere una terapia ormonale sostitutiva, limitando anche il rischio di osteoporosi. La terapia ormonale dev’essere iniziata immediatamente dopo l’intervento.

Se la paziente è particolarmente a rischio, possono essere prescritti anche altri medicinali contro l’osteoporosi.

Le complicanze sono più frequenti dopo un’isterectomia addominale. Alcune donne hanno maggiori probabilità di avere delle complicazioni rispetto ad altre: ad esempio, se la paziente ha altri problemi di salute, potrebbe essere maggiormente a rischio per quanto riguarda i problemi legati all’anestesia.

La convalescenza dopo l’intervento #

Ci vuole del tempo per riprendersi da un’isterectomia.

Nei primi giorni la paziente avvertirà del dolore, ma è possibile limitarlo grazie ai farmaci antidolorifici.

Potrebbe essere necessario rimanere in ospedale per qualche giorno dopo l’intervento. La durata della degenza ospedaliera dipenderà dal tipo di isterectomia e da come è stata eseguita.

Dopo l’intervento, verrà richiesto alla donna di ricominciare a camminare il prima possibile, poiché camminare aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue nelle gambe.

È inoltre possibile che vengano prescritte delle medicine o altre cure per aiutare a prevenire questa evenienza.

Come già menzionato, i primi giorni dopo l’intervento sono quelli più dolorosi: per questo, solitamente vengono somministrati dei farmaci per alleviare il dolore.

La paziente noterà delle perdite di sangue e di fluidi dalla vagina per diverse settimane, per cui dopo l’intervento è consigliabile utilizzare degli assorbenti.

Dopo la maggior parte delle isterectomie, è comune la stitichezza. Alcune donne, dopo un’isterectomia, hanno anche dei temporanei problemi con lo svuotamento della vescica.

Altri effetti conseguenti a questi interventi possono essere anche di tipo psicologico: non è raro infatti che la paziente abbia una risposta emotiva all’isterectomia.

È possibile infatti che le donne si sentano depresse per non essere più in grado di generare figli o – al contrario – che si sentano sollevate per il fatto che i precedenti sintomi siano spariti.

Comunque la paziente deve stare a riposo ma, allo stesso tempo, deve cercare di muoversi il più possibile. È importante fare delle piccole passeggiate, e ogni giorno cercare di allungare la distanza percorsa.

Non dovrebbe sollevare degli oggetti pesanti fino a che il medico non lo permetta.

Non è possibile inserire nulla all’interno della vagina durante le prime sei settimane (e.g. non sono permessi i rapporti sessuali, gli assorbenti interni, etc.).

Dopo il recupero, è bene continuare a consultare il medico per gli esami ginecologici di routine, e per l’assistenza sanitaria generale.

A seconda del motivo dell’isterectomia, la paziente potrebbe comunque aver bisogno di eseguire altri esami pelvici e screening.

Riferimenti bibliografici
  1. UN UTERO DA SALVARE – la Repubblica.it. (n.d.). Retrieved from http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/03/13/un-utero-da-salvare.html

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Di: Adele Paparotti / Pubblicato: