L’aspartame in gravidanza

Negli ultimi tempi si è tanto sentito parlare dell’aspartame in gravidanza. C’e’ chi ritiene che esso non comporti dei rischi e chi lo sconsiglia in via più assoluta. Con questo articolo cercheremo di carpire, dati scientifici alla mano e facendo riferimento a fonti autorevoli, se c’e’ da preoccuparsi o meno di questo dolcificante e quali sono i rischi che esso comporta per te e per tuo figlio.

L’aspartame è una sostanza a basso contenuto calorico e ad elevato potere edulcorante – all’incirca 200 volte più dolce del saccarosio.

A seguito di accurate valutazioni sulla  sua sicurezza,  in molti paese del mondo l’impiego  alimentare dell’aspartame è autorizzato da  una trentina d’anni.

Negli ultimi anni, tuttavia, si  è  molto dibattuto  sulla sicurezza dei dolcificanti artificiali, in particolare dell’aspartame e  della saccarina ma, la maggior parte degli operatori sanitari, pensa che se assunti con moderazione siano sicuri.

Al giorno d’oggi l’aspartame lo si può trovare nei cibi e nelle bevande più disparate: dai prodotti di pasticceria e confetteria, alle gomme da masticare; nei prodotti ipocalorici, in quelli specifici per il controllo del peso,  ecc..

In genere, nei prodotti, la  sua presenza viene segnalata  come “aspartame” , oppure o come  “E-951”.

Nel 1984, Comitato scientifico dell’alimentazione umana ha fissato la dose giornaliera ammissibile di aspartame a 40 mg/kg di peso corporeo: secondo il comitato questa dose può essere ingerita quotidianamente (anche da lattanti e donne incinte) senza rischi apprezzabili per la salute((http://www.efsa.europa.eu/it/faqs/faqaspartame)).

Tuttavia, chi soffre di fenilchetonuria ereditaria (la fenilchetonuria ereditaria è una malattia metabolica che priva -chi ne è affetto- della capacità di metabolizzare l’aminoacido fenilalanina) non dovrebbe proprio assumere aspartame((http://kidshealth.org/parent/question/infants/sweeteners.html)).

E’ ancora aperta la questione se sia sicuro assumere  della saccarina durante la gravidanza:  non ci sono prove sufficienti per affermare che sia o non sia dannosa per il feto ancorché – attraverso la placenta- questa potrebbe accumularsi nei tessuti fetali.

La linea di massima, però, è bene seguire una dieta priva di prodotti light dolcificati artificialmente.  E’ perciò opportuno, per prudenza, sempre controllare le etichette dei diversi prodotti al fine di limitare  di assumere alimenti contenenti dolcificanti artificiali (soprattutto saccarina).

Articolo aggiornato il: agosto 31, 2016 at 20:07 pm

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