Ormoni femminili

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Gli ormoni hanno molti effetti importanti sulla salute delle donne. Gli ormoni sessuali femminili, estrogeni e progesterone, sono più noti per la loro influenza sulla salute riproduttiva di una donna, dalle mestruazioni alla gravidanza, alla menopausa e altro ancora. Ma il tuo corpo produce e usa anche molti altri tipi di ormoni che influenzano altri aspetti della tua salute, dal tuo livello di energia, peso, umore e molto altro. Il testosterone, ad esempio. Sebbene il testosterone sia considerato un ormone maschile, anche le donne ne producono e ne usano una piccola quantità.

Gli estrogeni #

L'estrogeno è il principale ormone femminile. La parte del leone viene prodotta nelle ovaie, ma piccole quantità vengono prodotte nelle ghiandole surrenali e nelle cellule adipose. Durante la gravidanza, la placenta produce anche estrogeni.

Gli estrogeni svolgono un ruolo importante nella pubertò, durante le mestruazioni, durante la gravidanza e durante la menopausa.
Influenzano il cervello, il sistema cardiovascolare, i capelli, il sistema muscoscheletrico, la pelle ed il tratto urinario.

L´ estradiolo è il principale estrogeno ovarico, essendo gli altri rappresentati da estrone ed estriolo. I livelli variano notevolmente durante il ciclo mestruale. I valori normali sono:

Il progesterone #

Le ovaie producono il progesterone dell'ormone sessuale femminile dopo l' ovulazione. Durante la gravidanza, anche la placenta ne produce.

Il ruolo del progesterone è quello di:

I livelli di progesterone possono essere determinati da un esame del sangue. I valori normali di progesterone nella donna sono:

Testosterone #

Piccole quantità di testosterone provengono dalle ghiandole surrenali e dalle ovaie. Questo ormone svolge un ruolo in diverse funzioni del corpo, tra cui il desiderio sessuale, la regolazione del ciclo mestruale, la forza.

Gli ormoni femminili durante l’infanzia #

flickr photo by LCPhotog https://flickr.com/photos/lcphotog/5411445061 shared under a Creative Commons (BY-NC-ND) license

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Nonostante noi tendiamo a pensare agli ormoni associandoli solamente alla pubertà, questi influenzano in realtà il nostro organismo già dalla nostra infanzia.

Nei bambini appena nati maschi o femmine che siano, potrebbe verificarsi per esempio l’ingrandimento di uno o di entrambi i seni, ingrandimento talvolta accompagnato dalla produzione di una piccola quantità di latte.

Per molto tempo si è pensato che questo sviluppo del seno nei bambini fosse dovuto agli estrogeni della madre che passavano attraverso la placenta durante la gravidanza, stimolando il fenomeno nel neonato.

Un’altra ipotesi, però, è che la caduta dei livelli di estrogeni della madre nella circolazione del bambino determini una reazione contraria nel cervello del neonato, il che porterebbe alla produzione di un’altro ormone tipicamente femminile chiamato prolattina, il quale ormone è in grado di provocare un certo ingrandimento dei seni, ingrandimento che comunque sparisce dopo poche settimane.

Nelle bambine piccole, un leggero ingrandimento del seno potrebbe riapparire nei primi due anni ma, in questo caso, perché sono gli ormoni della bambina ad influenzare i tessuti del seno. Questo fatto potrebbe andare e venire nei mesi, o addirittura negli anni successivi, per sparire infine nel corso della crescita.

Gli ormoni femminili durante la pubertà #

Durante la pubertà, gli ormoni provocano alcuni dei cambiamenti più importanti e duraturi nel corpo di una ragazza.

I seni diventano più grandi ed assumono l’aspetto tipico di quelli di una persona adulta. Appaiono i peli sotto le ascelle e quelli pubici. La ragazza spesso cresce in altezza in maniera improvvisa.

Infine incomincia la mestruazione, solitamente quando la crescita in altezza si sta arrestando. Dall’inizio alla fine, il processo della pubertà dura almeno quattro anni.

Come ci si può aspettare, alcune ragazze mentre lasciano l’infanzia attraverso l’adolescenza, si trovano in difficoltà nell’adattarsi, a tutti quei cambiamenti che avvengono nei loro corpi, alla loro sessualità emergente, all’inizio del loro periodo fertile, e ad un certo grado di loro turbolenza emotiva.

Tutto quello che è necessario per la pubertà, esiste quindi già fin dalla nascita, ma l’organismo lo tiene quiescente per molti anni. Alla fine, il meccanismo che previene la pubertà non è più sufficiente e gli ormoni, che prima venivano controllati, sono quindi liberi di fare il loro effetto sul corpo.

Una parte del cervello, chiamata ipotalamo, tramite delle pulsazioni sempre più frequenti, e in quantità sempre maggiori, incomincia a rilasciare un’ormone chiamato gonadotropo l’ormone che influenza la funzione delle gonadi. Questo evento stimola la ghiandola pituitaria (che si trova in una posizione molto vicina all’ipotalamo nel cervello) a produrre l’ormone luteinizzante (LH) e quello follicolo-stimolante (FSH), di cui abbiamo parlato, e che causano l’inizio della produzione ormonale nelle ovaie.

Gli ormoni femminili durante le mestruazioni #

Il primo periodo mestruale (menarca) si verifica circa due o tre anni dopo l'inizio dello sviluppo del seno. Di nuovo, è diverso per tutti , ma la maggior parte delle donne ha il primo ciclo tra i 10 ei 16 anni.

Fase follicolare #

Ogni mese, l'utero si ispessisce in preparazione di un uovo fecondato. Quando non ci sono ovociti fecondati, i livelli di estrogeni e progesterone rimangono bassi. Questo spinge il tuo utero a perdere il suo rivestimento. Il giorno in cui inizi a sanguinare è il giorno 1 del tuo ciclo, o la fase follicolare.

La ghiandola pituitaria inizia a produrre un po' più di FSH. Questo stimola la crescita dei follicoli nelle ovaie. All'interno di ogni follicolo c'è un uovo. Man mano che i livelli di ormoni sessuali diminuiscono, solo un singolo follicolo dominante continuerà a crescere.

Poiché questo follicolo produce più estrogeni, gli altri follicoli si rompono. Livelli più elevati di estrogeni stimolano un picco di LH. Questa fase dura circa due settimane.

Fase ovulatoria #

Segue la fase ovulatoria. LH provoca la rottura del follicolo e il rilascio dell'uovo. Questa fase dura dalle 16 alle 32 ore. La fecondazione può avvenire solo per circa 12 ore dopo che l'uovo ha lasciato l'ovaio.

Fase luteale #

La fase luteale inizia dopo l'ovulazione. Il follicolo rotto si chiude e la produzione di progesterone aumenta. Questo prepara l'utero a ricevere un uovo fecondato. Se ciò non accade, gli estrogeni e il progesterone diminuiscono di nuovo e il ciclo ricomincia.

L'intero ciclo mestruale dura circa 25-36 giorni. Il sanguinamento dura da 3 a 7 giorni. Ma anche questo varia parecchio. Il tuo ciclo potrebbe essere piuttosto irregolare per i primi anni. Può anche variare in momenti diversi della tua vita o quando usi contraccettivi ormonali.

Gli ormoni durante la gravidanza #

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Se l’ovocita rilasciato dall’ovaio viene fecondato dando origine ad uno zigote, la produzione di ormoni femminili cambia in modo drammatico.

La solita curva discendente, sia di estrogeni che di progesterone, non si verifica più e quindi non appare più il ciclo mestruale.

Un nuovo ormone chiamato gonadotropina corionica umana (hCG), prodotto dalla placenta che si sta sviluppando, stimola le ovaie a produrre dei livelli più alti di estrogeni e di progesterone, così da sostenere la gravidanza.

La maggior parte dei test di gravidanza sono pensati proprio per individuare l’hCG nelle urine o nel sangue. Solitamente sono molto sensibili, riuscendo a riconoscerne anche in  quantità minime.

Al quarto mese di gravidanza, la placenta sostituisce le ovaie come maggiore produttore di estrogeni e progesterone. Questi ormoni determinano un’ispessimento del rivestimento uterino, aumentano la quantità di sangue circolante (in particolare aumentando l’apporto all’utero ed ai seni), e rilassano i muscoli dell’addome abbastanza da permettere la crescita del neonato.

Il progesterone, ed un’altro ormone la relaxina, favoriscono il rilassamento dei legamenti e dei muscoli. Una maggiore mobilità articolare della pelvi, la rende pronta per il passaggio del bambino durante il parto.

Al momento del parto, agli altri ormoni aiutano a contrarre l’utero, durante e dopo il travaglio, e stimolano la produzione ed il rilascio del latte materno.

Gli ormoni dopo il parto #

Dopo il parto, i livelli, di estrogeni, di progesterone e di altri ormoni, hanno una caduta repentina, causando un certo numero di cambiamenti fisici.

L’utero ritorna alla sua dimensione originale; il tono del pavimento pelvico migliora, ed il volume di sangue circolante ritorna nella norma. Questi importanti cambiamenti nei livelli ormonali, possono giocare un grande ruolo nella comparsa della depressione post-parto: nonostante non siano state rilevate differenze nella diminuzione degli ormoni tra le donne con, e senza, questa problematica.

Potrebbe essere che, alcune donne, siano più facilmente influenzate dalle fluttuazioni ormonali, rispetto ad altre.

A proposito delle fluttuazioni ormonali va detto che, nonostante siano state studiate ampiamente per molti anni, ancora non sappiamo se siano da considerarsi responsabili per l’ampio numero di sintomi fisici e psicologici, collettivamente chiamati sindrome premestruale o PMS.

Molte donne infatti, prima del ciclo accusano un gonfiore al seno, un gonfiore addominale, un’irritabilità, un cattivo umore e altri sintomi, ma non si sa se questi effetti siano dovuti alle fluttuazioni ormonali, ai cambiamenti nelle molecole del cervello, a dei problemi di natura sociale ed emotiva, o ad una combinazione di tutte queste tre cose.

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Per la maggior parte delle donne, si verifica un cambiamento ormonale importante successivo: si verifica nel periodo dell’ultima mestruazione.

Si dice che una donna raggiunga la menopausa quando non presenta più il ciclo mestruale da un anno. L’età media in cui le donne raggiungono la menopausa è 51,4 anni. Se la menopausa si verifica prima dei 40 anni, è detta menopausa prematura(1).

Tra i cinque ed i dieci anni precedenti l’ultima mestruazione, comincia a venire a meno il normale funzionamento delle ovaie di una donna, causando dei cambiamenti nelle mestruazioni che diventano più corte o lunghe, e talvolta irregolari. Il ciclo potrebbe essere più forte o più leggero.

Alla fine, le ovaie produrranno una quantità di estrogeni talmente piccola che il rivestimento dell’utero non si ispessirà più, e non si verificheranno più mestruazioni.

Per la maggior parte della vita di una donna, gli estrogeni aiutano a proteggere il cuore e le ossa, e mantengono sani i seni, l’utero, la vagina e la vescica. Quindi, quella marcata perdita di estrogeni nel corpo di una donna che si verifica durante la menopausa, può avere anche degli effetti dannosi per la salute. Può inoltre portare dei sintomi indesiderati come depressione, irritabilità e scarsa concentrazione, ma non necessariamente  è un momento disastroso nella vita della donna(1).

Riferimenti bibliografici
  • The 5-Minute Pediatric Consult, Schwartz MW et al, Lippincott Williams & Wilkins, 2008
  • The Reproductive System at a Glance, Heffner L, Schust D. Wiley-Blackwell 2010
  • MacLennan AH. The role of the hormone relaxin in human reproduction and pelvic girdle relaxation, MacLennan AH, Scand J Rheumatol Suppl. 1991; 88:7-15

Di: Adele Paparotti / Pubblicato: