Perimenopausa: quando arriva e come si manifesta

Author: Marina Nasi Category: Ormoni Tempo di lettura: 5 min

Può durare anni o più raramente mesi, non ha caratteristiche uguali per tutte ma porta con sé una serie di sintomi da tenere a mente.

donna di spalle
Foto: Pixabay

La perimenopausa, o più colloquialmente premenopausa, è quel periodo che precede la menopausa vera e propria, ovvero la cessazione di attività ovarica e la conclusione dell’età fertile, che può avvenire in un arco temporale compreso indicativamente tra i 45 e i 55 anni.

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La durata di questo intervallo di tempo precedente non è fissa e può variare sensibilmente da una donna all’altra, ma si assesta mediamente intorno ai 5 anni.

Questo periodo è accompagnato da una serie di cambiamenti fisiologici che, pur nelle diverse sfumature, sono comuni a tutte e facili da individuare. Vediamo quali sono.

Cicli irregolari

Spesso le prime avvisaglie dell’avvicinarsi della menopausa le fornisce proprio il ciclo mestruale, che inizia a farsi irregolare.

Possono diminuire gli intervalli di tempo tra una mestruazione e l’altra (tecnicamente polimenorrea), così come possono invece dilatarsi (oligomenorrea), fino ad arrivare talvolta a saltare una mestruazione.

Anche nel flusso ci sono variazioni: questo può diventare più abbondante (ipermenorrea), così come molto leggero (ipomenorrea).

Responsabili, ovviamente, sono gli ormoni, in particolare estrogeni e progesterone, che, in modo diverso tra loro e con diversi tempi, vedono la loro presenza assottigliarsi nettamente.

Pelle, capelli e girovita

Gli sbalzi ormonali e i mesi o anni di assestamento del corpo tipici della perimenopausa portano con sé anche diverse modifiche fisiche, a partire da una iniziale tendenza ad accumulare peso, soprattutto in zona addominale.

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Il fisiologico rallentamento del metabolismo e la minore produzione ormonale conducono infatti a diventare più portate ad aumenti ponderali e ad accumuli adiposi, come la classica “pancetta”, anche dove non ce n’erano in precedenza.

Anche la pelle e i capelli possono comunicare un cambiamento in atto, facendosi più aridi e, nel caso dei capelli, eventualmente diradandosi un po’.

Si tratta di modifiche tutt’altro drammatiche o inevitabili, che possono essere contenute con un po’ cura di sé e adottando un sano stile di vita, e che comunque sono perfettamente naturali e da non demonizzare o temere.

Calore, notti in bianco e cefalee

Un classico sintomo della menopausa sono le cosiddette vampate, ma anche in perimenopausa è possibile avvertire talvolta un aumento repentino e fastidioso della temperatura corporea, da costringere la donna a restare in canottiera anche in pieno inverno.

Altrettanto tipiche sono le sudate notturne, che possono farle svegliare madide nel cuore della notte, cosa che, in aggiunta a un potenziale aumento di insonnia e irritabilità, può disturbare il sonno.

Tra gli altri “può” (qui stiamo infatti parlando di sintomi non universali) c’è la cefalea, che in questo periodo può fare capolino anche in chi non era abituata al mal di testa.

Secchezza vaginale e dolore durante i rapporti

Pur essendo sintomi più tipici della menopausa che della perimenopausa, può accadere che anche nel periodo precedente la cessazione dell’attività delle ovaie possano manifestarsi fastidi a livello intimo, che vanno da una maggiore predisposizione a bruciori e prurito a una minore lubrificazione delle pareti, con possibilità di dolore durante i rapporti.

A proposito di rapporti sessuali, è importante segnalare che benché la perimenopausa sia l’anticamera della menopausa e veda la fertilità diminuire sensibilmente, non è affatto escluso, sebbene poco probabile, che in questo periodo si possa comunque rimanere incinte.

Energia e umore

Di tutti i fattori, forse quelli più difficili da collegare nettamente a una causa unica e precisa sono il benessere emotivo e il livello di energia, perché notoriamente condizionati da molti fattori che possono combinarsi tra loro, dallo stress all’alimentazione, dalle fasi della vita di ciascuna ad altri disturbi di salute.

Detto questo, e premesso che una stanchezza eccessiva o un senso di depressione vanno sempre discussi tempestivamente con un medico prima di fare un’autodiagnosi, è un dato di fatto che tra i sintomi della perimenopausa possano anche rientrare i cali energetici (in questo periodo si possono sperimentare spossatezza e affaticamento muscolare) e quelli nel tono dell’umore.

Aumento di rischio di depressione e sindrome premestruale

Il discorso che lega il tono dell’umore all’avvicinarsi della menopausa ha varie sfaccettature: da un lato può essere conseguenza del fatto che non si sta accettando o elaborando il cambiamento fisico in atto, dall’altro è collegato a livello “chimico” al calo di progesterone, che a sua volta interagisce anche con il rilascio di serotonina.

Oltretutto, determinando con il suo calo ciclico i disturbi umorali della sindrome premestruale , il progesterone può rendere questa più critica durante gli anni di premenopausa, proprio perché ulteriormente diminuito.

In ogni caso, chi ha una tendenza alla depressione, ne avverte per la prima volta le avvisaglie oppure soffre di sindrome premestruale, fa bene a chiedere la consulenza di uno specialista e a tenere presente l’aumento di rischio depressivo in questo periodo.

Quanto dura, e quanto “impatta”

Non esistono regole precise né una scansione esatta dei tempi: per alcune donne il cambiamento è rapido, per altre graduale e intermittente. In alcuni casi le modifiche fisiologiche, che coprono un’area che va dal corpo alle emozioni, si avvertono distintamente, in altri si tratta di disturbi in scala minore, talvolta impercettibile.

Di certo, essere informate su quello a cui può andare incontro il proprio organismo aiuta sia a non allarmarsi eccessivamente, sia a prepararsi e, nel caso, adattare il proprio stile di vita a scelte più sane, che possono decisamente aiutare a contenere i contrastare i sintomi più comuni e fastidiosi.

Insomma, è il momento di mangiare in modo equilibrato e salutare, di non trascurare un movimento leggero ma regolare, di smettere di fumare se ancora si ha questa brutta abitudine.

A proposito del fumo, oltretutto, questo non solo può abbassare ulteriormente i livelli di estrogeni, ma è un importante fattore di rischio cardiocircolatorio che, da questo momento in poi, le donne devono tenere presente in quanto non più “coperte” dagli ormoni femminili che, in piena fase fertile, le rendevano molto meno esposte degli uomini a ictus e infarti.

Stile di vita e integratori

Il medico e il ginecologo di fiducia possono prescrivere terapie ormonali in menopausa, e anche in perimenopausa, i cui dettagli e dosaggi vanno tassativamente discussi con un esperto.

Per attenuare i disturbi più fastidiosi, però, ci si può anche aiutare con integratori e alimenti ad hoc. Per esempio un adattogeno come la Rodiola Rosea può contenere sia i cali energetici, sia quelli (solo se in forma lieve) emotivi. Il tè verde, oltre che un buon antiossidante, è un coadiuvante nel tenere sotto controllo il peso.

Questo a patto, ovviamente, che anche l’alimentazione sia ben bilanciata: no a diete drastiche, sì a piani alimentari equilibrati, magari concordati con un nutrizionista che, oltre alle esigenze di un corpo in perimenopausa, sappia la storia clinica della persona.

Importante, poi, è tenere bassi i livelli di stress, eliminare completamente il fumo, ridurre l’alcol e non trascurare il movimento.


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