La placenta previa

La placenta è l’organo normalmente collocato vicino al fondo dell’utero – che fornisce al bambino i nutrienti attraverso il cordone ombelicale.

Si parla di placenta previa quando la placenta poggia su un livello insolitamente basso dell’utero, vicino alla tua cervice o addirittura la ricopre.

Se ti viene diagnosticata la placenta previa nelle prime fasi della gravidanza, ciò non viene solitamente considerato un problema. Ma se la placenta si trova ancora vicina alla cervice nelle fasi successive della gravidanza, questo fatto può causare sanguinamento il quale può, a sua volta, portare ad altre complicazioni, e potrebbe addirittura implicare che dovrai affrontare un parto prematuro.

placenta previa

Se hai la placenta previa al momento di partorire il tuo bambino, dovrai subire un taglio cesareo.

Quando la placenta ricopre completamente la cervice, viene chiamata placenta occlusiva (o anche placenta previa centrale).

Se invece si trova a poggiare sul bordo della cervice, è detta placenta occlusiva parziale (o placenta previa marginale).

Se il bordo della placenta si trova entro due centimetri dalla cervice, ma non la contorna, viene detta placenta ad inserzione bassa.

La posizione della tua placenta verrà controllata durante l’ecografia di metà gravidanza (svolta solitamente tra le 16 e le 20 settimane), e di nuovo in seguito se necessario.

placenta previa

Cosa si fa se viene diagnosticata una placenta previa

Dipende da quanto è avanzata la tua gravidanza. Se l’ecografia di metà gravidanza mostra una placenta previa, non farti prendere dal panico !

Man mano che la tua gravidanza progredisce, la tua placenta probabilmente “migrerà” lontano dalla tua cervice e non costituirà più un problema.

(Poiché la placenta è impiantata nell’utero, essa non si muove, ma può allontanarsi dalla tua cervice grazie all’espansione dell’utero. Inoltre, poiché anche la placenta stessa cresce, crescerà più probabilmente verso le ricche risorse sanguigne situate nella parte più alta del tuo utero.)

Se la placenta previa viene identificata nel corso della tua ecografia del secondo trimestre, dovrai subire un’ecografia di controllo all’inizio del terzo trimestre per verificarne la posizione. Se nel frattempo hai accusato dei sanguinamenti vaginali, ti verrà fatta un’ecografia per scoprire cosa sta succedendo.

Solo una piccola parte delle donne alle quali viene diagnosticata una placenta ad inserzione bassa o previa tramite ecografia prima delle 20 settimane, presenteranno la stessa situazione al momento del parto.

Rispetto ad una placenta occlusiva parziale o ad inserzione bassa, è più probabile che una placenta che ricopre completamente la cervice rimanga in quella posizione. Ad ogni modo, la placenta previa è presente in 1 parto su 200.

Cosa succederà se la tua placenta previa persiste? Se in’ecografia di controllo rileva che la placenta sta ancora coprendo la tua cervice o se le si trova troppo vicina, verrai messa in una situazione di “riposo pelvico”, il che significa non avere rapporti sessuali né subire esami vaginali per il resto della tua gravidanza. Ti verrà consigliato di prendertela comoda, di evitare le attività che potrebbero causarti sanguinamento vaginale, come un’esercizio fisico intenso o attività stancanti.

Quando sarà il momento del parto, avrai bisogno di un parto cesareo. In caso di placenta occlusiva totale, essa blocca la via di uscita del bambino. E anche se la placenta si limita a contornare la cervice, avrai ancora bisogno di partorire tramite cesareo, poiché la placenta può sanguinare abbondantemente mentre la cervice si dilata.

Probabilmente avrai dei sanguinamenti vaginali indolori durante il terzo trimestre. Se inizi a sanguinare (o hai le contrazioni), dovrai essere ricoverata. Il sanguinamento si verifica quando la tua cervice inizia ad assottigliarsi o ad aprirsi (anche solo un pochino), cosa che fa rompere i vasi sanguigni presenti in quell’area.

Quello che succede poi, dipenderà dalla fase della gravidanza in cui ti trovi, da quanto intenso è il sanguinamento, e da come tu e il tuo bambino state. (In ogni caso, se accusi sanguinanti, e il tuo gruppo sanguigno ha Rh negativo, avrai bisogno di un’iniezione di immunoglobuline Rh, a meno che anche il padre del bambino non sia Rh negativo).

Se ti trovi vicino al termine della gravidanza, il bambino verrà fatto nascere immediatamente attraverso taglio cesareo.

Se il tuo bambino è ancora prematuro, verrà fatto partorire immediatamente se le sue condizioni lo permettono, o se stai sanguinando intensamente e ininterrottamente.

In caso contrario, verrai tenuta sotto osservazione in ospedale finché il sanguinamento si ferma. Se ti trovi a meno di 34 settimane, potrebbero essere somministrati dei corticosteroidi per accelerare lo sviluppo polmonare del tuo bambino e per prevenire altre complicazioni in caso egli finisca per essere fatto nascere prematuramente.

Se il sanguinamento si ferma, e non riprende più per almeno un paio di giorni – e sia tu che il feo siete in buone condizioni e potete eventualmente accedere velocemente ad un ospedale nel caso il sanguinamento dovesse riprendere – potresti essere rimandata a casa. Probabilmente però, il sanguinamento riprenderà prima o poi, e se questo accade, dovrai ritornare immediatamente in ospedale.

Se tu e il feto continuate a stare bene, e se non hai bisogno di partorire immediatamente, ti verrà programmato un taglio cesareo all’incirca verso la 37° settimana, a meno che non ci siano le ragioni per intervenire prima. Quando decideranno il da farsi, i sanitari che ti seguono, valuteranno i benefici di dare al tuo bambino del tempo extra per maturare rapportandoli al rischio di aspettare ancora, poiché esiste la possibilità di dover affrontare un nuovo episodio di sanguinamento intenso e, quindi, di dover eseguire un cesareo urgente.

I rischi legati ad una placenta previa

Avere la placenta previa rende più probabile che tu abbia dei sanguinanti intensi, e che necessiti quindi di una trasfusione di sangue. Questo non solo durante la gravidanza, ma anche durante e dopo il parto. Ecco perché.

  • Dopo che un bambino viene fatto nascere attraverso taglio cesareo, l’ostetrica estrae la placenta, ed alla madre viene somministrata pitocina (una forma sintetica di ossitocina), spesso assieme ad altri medicinali. La pitocina causa la contrazione dell’utero, aiutando a fermare il sanguinamento proveniente dalla zona dove la placenta era impiantata. Ma quando hai la placenta previa, questa si impianta nella parte bassa dell’utero, la quale non si contrae bene come la parte alta – e quindi le contrazioni non sono altrettanto efficaci nel fermare il sanguinamento.
  • Le donne affette da placenta previa, inoltre, più probabilmente avranno una placenta impiantata profondamente che non si lascia estrarre facilmente durante il parto. Questa condizione è detta placenta accreta. La placenta accreta può causare dei sanguinamenti intensi e determinare il bisogno di trasfusioni sanguigne multiple durante il parto. È una condizione potenzialmente letale, e potrebbe richiedere un’isterectomia per controllare il sanguinamento.
  • L’incidenza della placenta accreta ha subito un rialzo, direttamente proporzionale all’aumento dei tagli cesarei. Questo in quanto l’aver già subito un taglio cesareo in precedenza, rende più probabile che una donna con placenta previa abbia anche una placenta accreta. Infatti, il rischio aumenta drammaticamente con l’aumento dei cesarei subiti in precedenza. Infine, se hai bisogno di partorire prima del termine, il tuo bambino sarà a rischio di complicanze dovute al parto prematuro – come ad esempio problemi respiratori e un basso peso alla nascita.

I  fattori di rischio della placenta previa

La maggior parte delle donne che sviluppano placenta previa, non presentano fattori di rischio apparenti. Ma se ti trovi in una delle seguenti condizioni avrai una maggiore probabilità di avere la placenta previa:

  • hai già avuto la placenta previa in una gravidanza precedente,
  • hai subito tagli cesarei in precedenza,
  • hai subito altri interventi chirurgici all’utero,
  • sei incinta di due o più gemelli,
  • fumi sigarette.

Altri fattori di rischio, ma meno importanti, sono rappresentati dall’età, ed dall’eventuale numero di parti che ahi già avuto.

Articolo aggiornato il: luglio 22, 2017 at 6:50 am

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