Posizione cefalica: cos’è, e come riconoscerla dai movimenti del feto

Author: Marina Nasi Category: Parto Tempo di lettura: 3 min

La posizione del bambino ideale per il parto è quella ceflica. Vediamo come individuarla, riconoscerla, e quali criticità potrebbe presentare.

Donna con il pancione e le mani sopra

La posizione cefalica

Nelle ultime settimane di gravidanza, il feto assume la posizione che sarà poi quella con cui attraverserà il canale del parto.

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La cosiddetta posizione cefalica, ovvero quella in cui la testa del nascituro è posizionata in basso e sarà quindi la prima a spuntare, è considerata la migliore e la più sicura per un parto tradizionale.

Questo per una ragione molto semplice: la parte del corpo del piccolo dal diametro più ampio è proprio la sua testa, e se il collo dell’utero della mamma è sufficientemente dilatato e la lascia passare senza eccessive difficoltà, anche il resto del corpo seguirà con una certa naturalezza.

Feto in posizione cefalica

Capriole e calcetti

Generalmente accade nelle ultime settimane di gestazione che il feto inizi le sue “manovre” per prepararsi alla posizione con cui nascerà.

C’è chi è così fortunata da avvertire con una certa chiarezza la “capriola” del bambino che si rivolta, ma più spesso ci si affida a piccoli segnali. Per esempio, i calcetti possono indicare, se rivolti nella parte alta del pancione, che lì stanno i piedi e, dunque, la testa è già rivolta in basso. Ancora più facile sentire dall’esterno la forma dei piedini quando il feto li tiene “puntati” per un po’.

Singhiozzo e pressioni

Un altro potenziale indicatore del fatto che il bambino si è sistemato in posizione cefalica è il suo singhiozzo: se lo si avverte nella parte più bassa del ventre, è possibile che lì sia la testolina. Possibile però, non certo: parliamo di segnali da interpretare, non di prove incontrovertibili. Allo stesso modo si può collegare una certa pressione sotto le costole alla posizione cefalica, quando a premere contro la parte alta è il bacino del piccolo, o meglio le sue natiche.

Posizione cefalica di vertice

È detta “Posizione cefalica di vertice” la posizione ideale per il parto. In questo caso il bambino è posizionato nel modo più agevole per il parto, ovvero, oltre ad avere la testa verso il basso, presenta anche un’ottimale flessione del collo, mentre a spuntare per prima è la parte posteriore del capo. Oltre che la migliore, questa posizione è di gran lunga la più frequente, e quella che permette un’espulsione più veloce.

Presentazione di fronte

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Benché sia, come abbiamo visto, la posizione migliore e la più comune, anche la posizione cefalica può nascondere le sue piccole insidie. Se, per esempio, anziché la parte posteriore del capo la prima a spuntare è la fronte (presentazione di fronte), la discesa lungo il canale del parto può non essere possibile perché il diametro è troppo largo anche per l’utero dilatato.

Si tratta di una posizione abbastanza rara, o transitoria. Tuttavia, se il feto non piega ulteriormente il collo consentendo alla testa di posizionarsi di vertice, si deve eseguire un parto cesareo.

Presentazione di bregma e di faccia

Problemi simili si incontrano se ad affacciarsi per prima è la parte alta della testa, dove si trova la fontanella: questa, detta presentazione di bregma, deriva sempre da una flessione incompleta del collo e può causare un dilatarsi dei tempi del travaglio.

Ancora più rara è la presentazione di fronte, in cui è proprio la fronte del piccolo ad affacciarsi per prima, con la testa rivolta all’indietro.

Attraverso l’esplorazione vaginale si cerca di capire in che direzione è orientato il mento e, a seconda della posizione precisa, si può capire se è necessario, anche in questo caso, ricorrere al cesareo.


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