Scoperto un nuovo test per la diagnosi della preeclampsia

La preeclampsia è una grave complicanza della gravidanza che, globalmente, colpisce durante il periodo gestazionale il 5% delle donne. Le cause di questa malattia non sono del tutto note: i suoi sintomi si manifestano con un incremento della pressione arteriosa, e con una elevata presenza di proteine nelle urine.

Se non adeguatamente trattata, la preeclampsia può trasformarsi in eclampsia, che è una patologia potenzialmente letale, che si caratterizza per intense convulsioni, e che è responsabile del quaranta percento delle morti nel periodo della gravidanza.
La preeclampsia è risolvibile solo con il parto: spesso implica la necessità di un parto prematuro, col rischio che il bambino muoia o che nasca con disabilità fisiche o mentali.

Sino ad ora, la preeclampsia poteva esclusivamente essere diagnosticata da un medico specialista dopo la valutazione di tutta una serie di sintomi. Tuttavia, a seguito di recenti studi in materia, fatti presso il Wexner Medical Center della Ohio State University, è stato messo a punto un metodo estremamente rapido per una precoce diagnosi della preeclampsia attraverso un semplice test delle urine.

I risultati di queste ricerche, sono stati resi pubblici nel corso di una conferenza tenutasi il 4 febbraio 2016 presso la Society for Maternal-Fetal Medicine, in Georgia, USA. Stando a quanto, in quell’occasione, ha dichiarato la dottoressa Kara Rood, autrice della ricerca, un semplice test delle urine potrebbe essere in grado, in solo tre ore, di segnalare al medico l’esistenza di questa malattia. Questo nuovo test rileverebbe la presenza, nelle urine, di un alterato ripiegamento di alcune proteine (in altri termini, rileverebbe la presenza di proteine malformate).

La ricerca ha coinvolto 343 donne. Il test è stato in grado di identificare la malattia con un precisione del 89%. Grazie ad un colorante azonico noto come rosso Congo, il test sarebbe in grado di rilevare queste proteine anomale.

“Siccome la preeclampsia si sviluppa in modo progressivo, ogni giorno guadagnato nella diagnosi della stessa può fare la differenza tra la vita e la morte della paziente e del bambino che porta in grembo.”, ha commentato la dott.sa Rood.

Articolo aggiornato il: settembre 24, 2016 at 14:17 pm

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