Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e la gravidanza

- Pubblicato da: Author: Amelia Lucia in Category: Salute | 8 min di lettura

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è un disturbo dell'ovulazione che colpisce circa una donna su dieci in età riproduttiva. Non è un sinonimo di sterilità, ma può portare complicazioni per la gravidanza.

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Cos’è la PCOS

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una condizione che si connota per alterazioni endocrinologiche e metaboliche che incidono sul funzionamento delle ovaie della donna che possono manifestarsi con:

  1. periodi irregolari, con le ovaie che non rilascino regolarmente le cellule uovo (ovulazione);
  2. iperandrogenismo (eccesso di ormoni maschili): nell’organismo femminile, i livelli troppo elevati di ormoni androgeni possono essere la causa di alcuni sgraditi segni e sintomi fisici come, per esempio, un eccesso di peli sul viso o sul corpo (irsutismo);
  3. ovaie policistiche: una o entrambe le ovaie s’ingrandiscono e presentano numerose cisti (da cui il termine policistico) ripiene di liquido.

In presenza di almeno due di queste tre condizioni, è possibile che alla donna venga diagnosticata la PCOS.

ovaie
La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è un disturbo endocrino (ormonale) che colpisce lo sviluppo riproduttivo delle donne. Sebbene la sua causa esatta non sia nota, i segni e i sintomi della PCOS sono legati a livelli ridotti di ormoni sessuali femminili e dal conseguente aumento degli ormoni sessuali maschili (iperandrogenismo).

Il ruolo degli ormoni nella PCOS

La sindrome dell’ovaio policistico o sindrome di Stein-Leventhal, o policistosi ovarica (PCOS -Polycistic Ovarian Syndrome) è un disturbo endocrino che colpisce milioni di donne.

Gli ormoni. E noto che gli ormoni sono dei “messaggeri chimici” che innescano nell’organismo umano processi, anche molto diversi tra di loro, che controllano e coordinano le attività in tutto il nostro organismo: spesso la loro funzione è proprio quella di segnalare il rilascio di un altro ormone.

Nella sindrome dell’ovaio policistico, per ragioni ancora non note, viene meno l’equilibrio ormonale della donna: il cambiamento che interessa un ormone ne influenza un altro, il quale a sua volta ne influenzerà un altro ancora.

Di norma nelle donne, le ovaie producono anche una piccola quantità di ormoni sessuali maschili (androgeni). Nella sindrome dell’ovaio policistico le loro ovaie producono androgeni in quantità leggermente maggiori del normale.

Il che può causar loro un arresto dell’ovulazione, cicli mestruali irregolari, aumenti di peso, l’acne, la crescita di peli superflui sul viso e sul loro corpo, un assottigliamento dei loro capelli.

Le sue cause

Le cause della sindrome dell’ovaio policistico non sono note, ma potrebbero essere legate anche ad alcuni fattori genetici. Infatti, sembra che si verifichi prevalentemente all’interno dello stesso gruppo familiare, e che le donne che si trovano in questa condizione familiare abbiano maggiori probabilità di svilupparla.

Come pure hanno maggiori probabilità quelle che sono nate in quelle famiglie in cui anche altre donne (della loro stessa famiglia) avevano avuto cicli irregolari o il diabete: a questo proposito va precisato che la sindrome dell’ovaio policistico può essere “ereditata” sia dalla parte paterna della famiglia, che da quella materna.

I segni ed i sintomi legati a questa sindrome

Quando si presentano i segni ed i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico, di solito si manifestano nella tarda adolescenza o all’inizio dei vent’anni.

Non tutte le donne li hanno tutti, ed ognuno di questi (segni o sintomi) può essere lieve oppure grave: alcune donne hanno solo problemi mestruali o non sono in grado di concepire, mentre altre invece li hanno entrambi.

Ecco quali sono i segnali ed i sintomi più comuni della sindrome dell’ovaio policistico:

  • periodi irregolari, oppure nessun periodo,
  • difficoltà a rimanere incinte – ciò a causa di un’ovulazione irregolare o di una mancata ovulazione,
  • un’ eccessiva crescita di peli (irsutismo): di solito sul viso, sul petto, sulla schiena o sui glutei,
  • un aumento di peso,
  • un diradamento ed una perdita di capelli;
  • una pelle grassa,
  • acne.

infertilità e PCOS

Anche se, come abbiamo detto,  la sindrome dell’ovaio policistico non è sinonimo di sterilità, è tuttavia una delle cause più comuni dell’infertilità femminile. Molte donne si accorgono di essere colpite dalla policistosi ovarica nel momento in cui stanno cercando, senza avere successo, di rimanere incinte. Infatti:

  • Durante ogni ciclo mestruale, le ovaie rilasciano nell’utero un ovulo.
  • Questo processo è chiamato ovulazione e di solito si verifica una volta al mese.
  • Le donne con la sindrome dell’ovaio policistico spesso non riescono ad ovulare (o capita loro di rado), il che significa che hanno periodi irregolari o assenti, e che hanno delle difficoltà a rimanere incinte.

problemi di salute in età avanzata

La sindrome di Stein-Leventhal può aumentare le possibilità di sviluppare in età avanzata alcuni problemi di salute. Per esempio, le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico sono maggiormente a rischio di,

  • diabete di tipo 2,
  • depressione e sbalzi d’umore,
  • apnea notturna,
  • cancro dell’endometrio.

La diagnosi di una PCOS

Al fine di arrivare a diagnosticare (o a non diagnosticare) la sindrome dell’ovaio policistico il medico curante:

  • farà alla donna alcune domande relativamente alla sua salute in generale, ai sintomi che questa nota ed ai suoi cicli mestruali;
  • le farà una visita per ricercare gli eventuali segni caratteristici di questi disturbo, come i peli superflui ed una pressione alta;
  • controllerà la sua altezza ed il suo peso per arrivare a determinare l’indice della sua massa corporea;
  • le prescriverà esami di laboratorio per controllare la sua glicemia, i suoi livelli di insulina e di vari ormoni: gli esami ormonali servono ad escludere l’esistenza di alcuni problemi alla tiroide e ad altre ghiandole che possono causare sintomi simili a quelli di una PCOS;
  • le prescriverà (eventualmente) anche un’ecografia pelvica per avere le immagini di possibili cisti ovariche: questo esame non è per forza necessario, ma può facilitare il medico nella sua diagnosi.

I trattamenti dei sintomi collegati alla PCOS

Non esistono cure risolutive per la sindrome dell’ovaio policistico PCOS.
I suoi sintomi possono però essere trattati. Anche efficacemente. Quanto ai relativi trattamenti, le principali opzioni sono le seguenti.

1) l’adozione di corretti stili di vita fin dalla giovane età

Mediante una perdita di peso in eccesso, le donne in sovrappeso possono vedere notevolmente migliorati,

  1. sia i loro sintomi,
  2. sia i complessivi rischi di sviluppare problemi di salute a lungo termine a causa della sindrome dell’ovaio policistico – PCOS.
  3. Anche una perdita di peso del solo 5% può portare ad un miglioramento significativo dei sintomi di una policistosi ovarica.

Quindi occorre fare regolarmente attività fisica e seguire una dieta sana ed equilibrata che includa,

  • frutta e verdura in abbondanza (almeno 5 porzioni al giorno),
  • cibi integrali (come pane integrale, cereali integrali e riso integrale),
  • carni magre,
  • pesce e pollo.

Se hai bisogno di consigli dietetici specifici, il tuo medico di famiglia potrebbe indirizzarti ad un dietologo.

2) i trattamenti farmacologici

Oggi ci sono numerosi farmaci utili a trattare i diversi sintomi associati a questa condizione.

a) nei casi di periodi irregolari o assenti

Al fine di indurre regolari periodi mestruali, può essere utile la pillola contraccettiva:

  1. anche con un ciclo intermittente di pillole di progestinico o mini-pillola (o POPs,  Progestogen-only pills) possono essere indotti i periodi;
  2. il che ridurrà anche i rischi di sviluppare a lungo termine il cancro del rivestimento dell’utero (cancro dell’endometrio) associato al fatto di non avere periodi regolari.

Anche altri metodi contraccettivi ormonali – come un sistema intrauterino (IUS) –  possono ridurre questo rischio mantenendo sottile il rivestimento dell’utero: ma potrebbero non causare mestruazioni.

b) nei casi di problemi di fertilità

Con gli opportuni trattamenti, la maggior parte delle donne con la sindrome dell’ovaio policistico riesce a rimanere incinta .

La maggior parte di loro può essere trattata con successo mediante un breve ciclo di compresse da assumere all’inizio di ogni ciclo per diversi cicli. Se questo ciclo non dovesse avere successo, potrebbero essere utili delle iniezioni o un trattamento per la fecondazione in vitro.

Solitamente il primo trattamento che viene raccomandato alle donne con la PCOS che stanno cercando di rimanere incinte è quello di assumere un farmaco chiamato clomifene. Il clomifene favorisce il rilascio mensile di un ovulo dalle ovaie (ovulazione).

Se il clomifene non riuscisse a favorire l’ovulazione, alla donna potrebbe essere prescritto un altro medicinale chiamato metformina.

La metformina viene spesso utilizzata per trattare il diabete di tipo 2, ma può servire anche ad abbassare i livelli d’insulina e zucchero nel sangue delle donne con la sindrome dell’ovaio policistico – PCOS.

Oltre a stimolare l’ovulazione, ad incoraggiare la regolarità dei periodi mensili, a ridurre i rischi di aborto spontaneo, la metformina può anche avere altri benefici effetti sulla salute a lungo termine della donna, come l’abbassamento dei suoi livelli di colesterolo (elevati) e la riduzione dei rischi di malattie cardiache.

E’ ammesso l’utilizzo della metformina durante al gravidanza dal momento che diversi studi hanno dimostrato il suo buon profilo di sicurezza sulla salute del feto.

I possibili effetti collaterali della metformina sono la nausea, il vomito, il mal di stomaco, la diarrea e la perdita di appetito.

Se non riesci a rimanere incinta nonostante l’assunzione di medicinali orali, potrebbe esserti proposto una diversa tipologia di medicinali, le gonadotropine.

c) in caso di crescita di peli indesiderati e di perdita di capelli

Tra i farmaci utili a tener sotto controllo l’eccessiva crescita di peli (irsutismo) e la caduta dei capelli (alopecia) esistono particolari compresse contraccettive orali combinate, il ciproterone acetato, lo spironolattone, ecc.

Questi farmaci agiscono bloccando gli effetti degli “ormoni maschili” come il testosterone. Alcuni di questi sopprimono anche la produzione di questi ormoni da parte delle ovaie.

3) La perforazione ovarica laparoscopica (LOD)

Relativamente a quei problemi di fertilità (associati alla PCOS) che non rispondono alle medicine, un’alternativa da valutare può essere una procedura chirurgica: la perforazione ovarica laparoscopica (LOD).

  1. In anestesia generale, il medico esegue un piccolo taglio nella parte inferiore della pancia delle donna e poi passa attraverso l’addome un microscopio lungo e sottile chiamato laparoscopio.
  2. Le ovaie vengono quindi trattate chirurgicamente utilizzando il calore o un laser per distruggere il tessuto che produce gli ormoni maschili – gli androgeni.

È stato riscontrato che la perforazione ovarica laparoscopica (LOD) abbassa i livelli di testosterone e dell’ormone luteinizzante (LH) mentre aumenta i livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH).

Questo fatto determina una correzione dello squilibrio ormonale e può ripristinare la normale funzione delle ovaie.

Rischi legati alla PCOS in caso di gravidanza

Le donne con la sindrome dell’ovaio policistico hanno maggiori rischi di avere alcune complicazioni tipicamente legate alla gravidanza, come:

Questi rischi sono particolarmente elevati nelle donne obese: se questo fosse il tuo caso puoi ridurre il rischio semplicemente perdendo peso prima di provare a restare incinta.

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