Surfactante (surfattante) polmonare

Gli alveoli polmonari sono piccoli sacchi d’aria /piccole cavità, e sono il luogo dove avvengono gli scambi di gas tra il sangue e l’atmosfera.

Il sangue viene arricchito dall’ossigeno contenuto nell’aria inspirata all’interno degli alveoli e vi scarica l’anidride carbonica prodotta dai tessuti.

In questo modo il nostro sangue, così come quello del neonato, ottiene l’ossigeno che gli è necessario per mantenerci in vita.

Surfactante

Quando l’aria entra nei polmoni gli alveoli si riempiono e si espandono, mentre quando l’aria lascia i polmoni, gli alveoli diventano più piccoli. E’ importante che durante la seconda fase, l’espirazione, gli alveli non si “sgonfino” fino a collassare.

La funzione del surfactante (surfattante) polmonare è quella di impedire il collasso degli alveoli stessi durante l’espirazione (atelectasia).

Cos’è il surfactante polmonare?

Il surfactante (dall’inglese surface active agent) o surfattante polmonare è un rivestimento della fodera interna degli alveoli, che favorisce l’espansione degli alveoli durante la respirazione e che, come abbiamo appena detto, anche evita il collasso e lo schiacciamento degli alveoli durante l’espirazione.

Il surfactante si produce biologicamente nei polmoni tra la 24 e la 35 settimana della gravidanza, ovvero tra il 6° e l’8° mese di gravidanza. Dopo le 35 settimane la maggior parte dei neonati ha sufficiente tensioattivo per riuscire a respirare bene.

Cosa succede se il bambino nasce prematuramente?

I neonati nati prima della 37 settimana di gravidanza sono definiti “prematuri”.

Se il bambino è prematuro, ovvero se é nato troppo presto, può non avere sufficiente tensioattivi o surfattanti nei polmoni per riuscire a respirare bene: nei bambini nati prematuramente, il rivestimento del surfactante può essere irregolare o colloso, e quando il bambino respira gli alveoli possono collassare ed attaccarsi.

Ad ogni singolo respiro il bambino nato prematuro deve faticare molto duramente per aprire gli alveoli, e questo fatto fa si che il suo respirare sia molto più difficile.

È perciò necessario fornirgli un tensioattivo (surfattante) aggiuntivo detto anche surfattante esogeno. Questo eviterà il collasso degli alveoli durante l’espirazione, rendendo più facile la respirazione.

In che cosa consiste il trattamento col surfattante esogeno?

La metodica di trattamento terapeutico con surfactante esogeno è in grado di migliorare l’insufficienza respiratoria e di modificarre la prognosi clinica del bambino prematuro.

Sia il surfactante esogeno ottenuto dagli animali (un liquido prelevato dai polmoni della mucca e, successivamente, purificato) che quello sintetico (ovvero il surfactante prodotto in laboratorio. Nota:i surfattanti sintetici con attività proteina-simile sembrano essere particolarmente promettenti) riducono la morbilità e la mortalità respiratoria nei bambini nati prematuramente

Nel trattamento con surfactante esogeno, il tensioattivo allo stato liquido viene messo nel tubo endotracheale del neonato e collegato ad un ventilatore meccanico.

Il ventilatore soffia delicatamente l’ossigeno nei polmoni, permettendogli di respirare e, con ciò, mantiene gli alveoli leggermente aperti in modo che non collassino.

Il ventilatore aiuta anche a spostare il liquido verso il fondo dei polmoni del neonato.

Quali sono i segnali che il surfactante esogeno è servito al bambino?

I segnali che dimostrano che il trattamento sopra descritto ha avuto degli effetti benefico sono dati dal fatto che,

  • il neonato respira più facilmente;
  • il bambino necessita di meno ossigeno;
  • il ventilatore meccanico compie meno lavoro;
  • i raggi X mostrano che gli alveoli del bambino sono regolari in forma e dimensione;
  • la prova del sangue chiamata “gas sanguigni” mostra che il respiro del bambino è più efficace.

Il surfactante esogeno ha effetti collaterali?

Il surfactante esogeno può aumentare la probabilità di persistenza della connessione fetale (dotto arterioso) tra aorta e arteria polmonare dopo la nascita. Questo problema può comunque essere trattato nel reparto neonatale.

Articolo aggiornato il: agosto 6, 2017 at 21:19 pm

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